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IL FORO TRAIANO
1. La storia
Uno dei complessi piu importanti che per gran parte
rientra nel rione Monti, almeno per la zona visibile sul lato di pertinenza
lungo via dei Fori imperiali, è il Foro Traiano. Si tratta dell'ultima
e il più imponente struttura dei Fori Imperiali costruita per volontà
dell'optimus princeps tra l'anno 107 d.C. , in cui trionfò
sulla popolazione dei Daci (odierna Romania), e il 113 d.C.
Fanno parte del Foro in questione la Colonna Traiana,
la basilica Ulpia -l'imperatore era nato in Spagna (Italica) e faceva
parte della gens Ulpia- e i mercati di Traiano. Nel complesso erano compresi
anche degli edifici e delle statue che non sono più visibili: le
due biblioteche contigue alla colonna traiana e la statua equestre dell'imperatore
Traiano posta al centro Forum traiani. (1)
2. Le indagini archeologiche
A partire dal 1906 iniziarono le indagini condotte dall'illustre archeologo
Giacomo Boni nell'area al di sotto del basamento della Colonna Traiana;
queste indagini furono seguite con particolare attenzione dall'archeologo
inglese, nonché famoso fotografo Thomas Ashby. La scoperta di un'ossario
medioevale e di una strada selciata ad un livello inferiore, metteva in
discussione l'iscrizione che attestava, nelle ultime due righe, che la
colonna indicava il livello originario del colle che era stato demolito
per costruire il nuovo Foro. Il Boni, quindi fù portato a dare
un'interpretazione diversa dell'epigrafe e questo scatenò diverse
polemiche, odii ed astii tra gli studiosi. In particolare il Costa riteneva
che il mons si trovava piu verso Nord Ovest, mentre Hülsen
pensava ad una propaggine del Quirinale verso il Campidoglio. A tutt'oggi
la questione appare ancora aperta. (2)
Degni di attenzione sono, invece, gli scavi condotti in tempi recenti
nell'area dei Fori Imperiali. Per quanto riguarda il Foro Traiano la documentazione
stratigrafica prodotta ha permesso di risalire ai livelli dell'età
contemporanea, moderna ed antica. Nell'ambito del settore antico sono
state ritrovate le impronte che delineavano la collocazione dei lastroni
marmorei della pavimentazione (asportati nel Medioevo), il basamento dell'
Equus Traiani, una statua acefala di prigioniero dace e la testa
di un altro prigioniero. Gli scavi, inoltre, hanno permesso di escludere
la presenza di un tempio nella zona posta a Nord della colonna, in quanto
in quest'area sono stati ritrovati i resti di antiche abitazioni (domus
et insulae) (3)
LA COLONNA TRAIANA
1. Il monumento e gli aspetti artistici
La struttura più importante del complesso è la Colonna Traiana.
Il monumento oltre ad illustrare, in un vero e proprio film a spirale
le campagne dell'imperatore spagnolo in Dacia, era anche la sua tomba.
Le sue ceneri erano riposte in un'urna d'oro situata nella sua base. Alcuni
calchi di questo monumento collocati nel Museo della Civiltà Romana,
consentono di guardare da vicino tutta la bellezza delle raffigurazioni.
Esisteva l'usanza tra i Romani, come anche in altre civiltà,
di innalzare colonne onorarie ma l'idea di erigerne una con un fascio
figurato di rilievi appare del tutto originale e senza precedenti. Tuttavia
dal punto di vista strettamente figurativo l'ispirazione risale alle "pitture
trionfali".
L'autore dei fregi fu il cosiddetto "maestro delle imprese di Traiano",
come lo definisce il Bandinelli, in quanto ignoriamo la sua personalità
fisica, ma conosciamo i suoi meriti artistici che sono notevolmente palesi
non solo in questo monumento, ma anche nei fregi inseriti nell'arco di
Costantino. Il maestro riuscì non solo a ricollegarsi alla tradizione
artistica precedente che con lui trovò piena affermazione, ma introdusse
anche degli elementi iconografici nuovi e quindi possiamo dire che la
Colonna Traiana rappresenta il punto di arrivo di una cultura artistica.
Tuttavia questo stile giunse all'apice e quindi alla conclusione, perché
il nuovo imperatore Adriano impose un mutamento di indirizzo. (4)
2. Le valutazioni dei moderni
Nel corso dei secoli continuò la fortuna di questo monumento che
venne copiato da numerosi artisti: Pietro da Cortona - quando giunse a
Roma agli inizi del '600-, Rubens e Poussin. Questa grande ammirazione
per i suoi fregi trova conferma nelle parole del Bernini il quale sostiene
che la Colonna Traiana "era la fonte da cui tutti i grandi uomini
avevano tratto la forza e la grandezza del loro disegno". Tuttavia
la Colonna Traiana venne anche criticata da alcuni artisti perché
riscontravano nei pannelli dei difetti compositivi e la mancanza del senso
della prospettiva. A queste critiche diede una risposta Francesco Algarotti
in una sua lettera del 1763 dove sostenne che "il maestro delle imprese
di Traiano" scolpì alcune cose più grandi del normale
perché voleva fare in modo che le figure piu importanti diventassero
degli "emblemi", ma anche per farle percepire meglio da chi
si trovava in basso e non aveva di certo impalcature che gli permettevano
di vedere da vicino i rilievi. La presa di posizione dell'Algarotti, diede
spazio ad altre critiche, ma questo non ostacolò gli artisti neoclassici
che continuarono ad ispirarsi alla colonna. Tra questi ricordiamo Jacques-Louis
David che per sei mesi copiò i suoi bassorilievi e questa esperienza
traspare in una sua opera: Funerale di un'eroe. (5)
(1) F.COARELLI, Roma, Roma-Bari, Laterza, 1980, p.113-115.
(2) BRITISH SCHOL AT ROME. ISTITUTO PER IL CATALOGO E LA DOCUMENTAZIONE,
Archeologia a Roma nelle fotografie di Thomas Ashby 1891-1930, Napoli,
Electa, 1989, p. 102
(3) S. RIZZO, I cantieri di scavo, in Archeo, dicembre 1999, p. 40-45
(4) R.B. BANDINELLI, Roma. L'arte romana nel centro del potere, Milano
Rizzoli, 1981, pp. 226-250.
(5) AA.VV, La colonna traiana, Archeo dossier, n. 14, 1986 (?), p. 38
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