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Rione MONTI
     
 
Introduzione a cura di Mario Ierardi

 

 

IL RIONE MONTI.
SUPERFICIE: 1.677.501 mq

1. INTRODUZIONE

Con questo lavoro ci proponiamo di illustrare la storia dei rioni di Roma e partire da Monti risulta fondamentale non solo per una questione numerica, ma soprattuto per il fatto che Monti, insieme con Trastevere, sono sempre stati considerati i rioni più importanti della città. I caporioni o i bulli dei due rioni erano in costante rivalità perchè volevano dimostrare non tanto la loro forza personale, ma la superiorità del rione che in quel momento si identificava nel bullo di turno. In quest'ambito famosa era la "sassaiola al campo vaccino" (Foro romano) o gli appuntamenti dati all'alba dietro una chiesa per stabilire con colpi di coltello e alla presenza dei rispettivi padrini chi fosse il bullo più forte del rione e in tal senso il leader carismatico di Roma perchè sia la popolazione di Monti che di Trastevere sosteneva di discendere degli antichi romani. Era credenza popolare quella di ritenere di trovare a Monti e a Trastevere i caratteri genuini del popolo romano sia maschile che femminile. In questi due rioni si potevano vedere gli uomini più forti e più gagliardi, ma anche le donne più belle di Roma. Tuttavia si evitavano i matrimoni tra la popolazione dei due rioni in quanto la scelta andava fatta nel proprio rione.

2. IL RIONE DALL'EPOCA ROMANA AL 1870

Con la divisione di Augusto abbiamo sedici regioni che nel X secolo sono poste sotto la giurisdizione dei Senatori detti Banderesi (in relazione alla bandiera rionale e al territorio sul quale avevano giurisdizione). Nel rione Monti sono presenti importanti vestigia di epoca romana: I Fori imperiali (Il Foro Traiano il tempio di Augusto e di Nerva), le terme di Tito, le terme di Traiano le Sette Sale, e sul colle Oppio una parte della villa di Mecenate e i resti della Domus Aurea neroniana che per la sua antica estensione oltrepassava ben oltre i confini del rione. Sul Cispio vi era il santuario di Giunone Lucina (inizio di via in Selci presso la chiesa di San Francesco di Paola). Fanno parte del futuro rione Monti la zona della Subura, dove in un'umile casa dimorò Giulio Cesare, mentre non molto lontano sappiamo che l'imperatore Nerone costruì la celebre Domus Aurea . (1)
Nel 1144 viene stabilito un nuovo ordinamento comunale che distingue la città in 12 Rioni con l'esclusione dell'Isola Tiberina e del Trastevere. L'aggregazione di quest'ultimo risale solo al Sec. XIV, mentre dobbiamo arrivare al 1586 per trovare l'inserimento di Borgo tra i Rioni mediante un'operazione condotta da Sisto V in persona. Tuttavia per trovare i rioni come li conosciamo adesso dobbiamo risalire al 18 maggio 1743 mediante un'opera di revisione fatta dal conte Bernardini ai tempi di Benedetto XIV Lambertini. In quell'occasione furono collocate 2220 targhe stradali di marmo con il nome e lo stemma del rione (1774).


3. LO STEMMA E I CONFINI
Se osserviamo lo stemma del rione Monti ci sono tre sommità, ma in realtà sono i sei colli che insediano il rione: Il Viminale, il Quirinale, ll Celio, il Cispio, l'Oppio, e il Fagutale. I confini del rione sono molto articolati e passano per il Foro Traiano, via Magnanapoli, via Quattro Novembre, via XXIV Maggio, piazza del Quirinale, via del Quirinale, via delle Quattro Fontane, Via Agostino De Pretis, piazza del Viminale, piazza dell'Esquilino, via dell'Esquilino, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, piazza di San Giovanni in Laternao, Mura urbane, Porta Metronia, piazza di Porta Metronia, via della Navicella, via di Santo Stefano Rotondo, via di San Giovanni, piazza del Colosseo, via dei Fori imperiali, piazza della Madonna di Loreto, Foro Traiano. (2)

4.IL RIONE MONTI DOPO IL 1870
4.1. demografia ed urbanistica
Dopo il 1870 Monti era il rione più vasto città ma questo primato non durò a lungo perchè con lo sdoppiamento del 1874 Monti perderà il territorio dell'Esquilino. Quest'ultimo diventerà il rione più grande di Roma, mentre Monti si colloca al quarto posto come estensione territoriale ponendosi subito dopo Trastevere. Con lo sdoppiamento Monti perse più di 1/3 dei suoi abitanti, ma la perdita in termini territoriali risulta più sensibile rispetto a quella demografica. Come vedremo nonostante questa perdita e gli sventramenti, Monti conoscerà una crescita demografica.
All'indomani del 1870, Roma aveva l'aspetto di una città contadina (orti, vigne, fienili, ecc) e il rione Monti risultava scarsamente edificato. Le concentrazione urbanistiche si collocano lungo via Quattro Fontane, ad ovest della basilica liberiana e nella zona inclusa tra via Panisperna, via di S. Maria Maggiore e via delle Sette Sale. Tutta la zona meridionale del rione (intorno alla Basilica di San Giovanni) era desolata perchè insalubre, ma negli anni successivi proprio questa zona conoscerà una sensibile crescita dell'edificato. Dopo il 1870 questo volto rurale e incontaminato del rione Monti non avrà più ragione di essere di fronte alla crescente speculazione edilizia che arriva a minacciare anche la zona archeologica. Questo fenomeno avrà il suo culmine nel famoso periodo della "febbre edilizia".
Divenuta capitale Roma attira un gran numero di persone in cerca di occupazione, dando lavoro non solo ai semplici operai ma anche agli impiegati che si erano traferiti nella nuova capitale per svolgere le attività legate alle funzioni della capitale. Un altro settore in crescita è quello tipografico e giornalistico.
Ad accogliere i nuovi venuti saranno prima i quartieri centrali, ma negli anni successivi anche quelli periferici. In quest'ambito nel rione Monti si riscontra un incremento demografico nel periodo incluso nei censimenti del 1871, 1881 e 1901 che si giustifica con la costruzione del maggior numero di case nuove e sopraelevazioni, con il calo della mortalità infantile e con l'arrivo dei nuovi immigrati sia da Roma che dai rioni centrali. Crescerà, quindi, la superficie fabbricata e di conseguenza la popolazione nonostante le demolizioni attuate per costruire i nuovi assi viari: quest'ultimi alterano gli indici solo nel breve periodo (anche in modo sensibile perchè forte era la concentrazione lungo gli assi di via Cavour e via Lanza), ma in una prospettiva a lungo termine si riscontra una crescita della popolazione. (3)

 
 

4. 2. Lo sviluppo urbanistico
Per avere un quadro delle modificazioni avvenute nel rione dopo il 1870 forniamo un riepilogo cronologico:

-1551-1576(77) Vengono aperte le vie poste nel quartiere dei Pantani : via Alessandrina, via Bonella, via Merulana, e il piazzale di Termini
- 1576(77)- 1593 Vengono costruiti nuovi tracciati viari che sostituiascono i precedenti : via Panisperna, la strada Felice e le vie intorno a Termini
- Apertura di via Clementina durante il pontificato di Clemente XII ( 1730- 1740)
- 1867. Convenzione tra il Comune e il De Merode per lo sviluppo del quartiere intorno alla futura via De Merode, poi denominata via Nazionale. La convenzione fu approvata nel 1871 e il quartiere De Merode cresceva a forma di casoni regolari.
- 1872 (23 febbraio) Convenzione tra il Comune e la Società immobiliare per la costruzione
delle abitazioni nel quartiere del Viminale (zona di fitto insediamento)
- 1872. In quest'anno via Nazionale era stata costruita per 2/3 e perveniva fino a via della Consulta. Per costruire la strada furono attuati sventramenti e il taglio del giardino della villa Aldobrandini.
- 1873 Piano regolatore che prevedeva la costruzione di alcuni quartieri nella zona lungo via Nazionale, nell'area tra S. Pietro in Vincoli e il Colosseo, in una parte del Celio e la costruzione del nuoivo quartiere dell'Esquilino.
- 1877. Viene costruita via Palermo.
- 1878 Viene ampliato il vicolo del Garofano.
- 1880. Inizia la costruzione di via Cavour attuando consistenti demolizioni alla Suburra e verso la zona prospiciente al Foro.
- 1883. Piano regolatore che prevede gli sventramenti di via Cavour e via Lanza per la costruzione delle nuove arterie, la sistemazione del palazzo delle Esposizioni lungo via Nazionale e l'insediamento delle facoltà scientifiche al Viminale.
- 1884. Demolizioni di case in via Santa Maria Maggiore.
-1885. Inizia la costruzione di via Giovanni Lanza.
- 1886. Convenzione tra l'Impresa dell'Esquilino (che operava per conto della Compagnia fondiaria) per la costruzione di strade e palazzi nella zona tra via Merulana, le Terme di Tito e la via Labicana.
- 1886-1904 Costruzione del palazzo della Banca d'Italia su progetto dell'architetto G. Koch.
- 1890. Viene terminata la via Cavour segnando la costruzione, lungo il sua asse, di case di speculazione di 4 5 piani .
- 1897. Via Lanza viene finalmente consegnata al municipio. Costruzione, lungo il suo asse, di palazzoni di 4 o 5 piani con chiari intenti sopeculativi. Durante gli scavi in questa strada fu rinvenuto un larario e un mitreo.
- 1899(7 ottobre) Inagurazione della via degli Annibaldi che diventa l'ideale prolungamento di via dei Serpenti.
- 1914-1918. In via Depretis viene costruito il palazzo che ospita il Ministero dell' Interno su progetto di Manfredo Manfredi. La risistemazione definitiva risale al 1931.
- 1932 (28 ottobre) Inagurazione di via dei Fori Imperiali. La costruzione della strada
determinò numerosi sventramenti, nonchè l'umiliazione dei complessi monumentali romani che persero la loro continuità spaziale finendo per essere ingabbiati. In tempi recenti alcune zone lungo via dei Fori imperiali sono state scavate per riportate alla luce alcune strutture del mondo antico, nonchè le fondamenta degli edifici demoliti per far spazio alla trada. (4)
5. FESTE E TRADIZIONI POPOLARI
Nel XIX secolo la festa di S. Giovanni raggiunge il massimo della sua popolarità, non solo per le mangiate di lumache, ma anche per il festival canoro. In ambito musicale con l'avvento della I guerra mondiale i temi d'amore cedono il passo a canzoni più drammatiche. Negli anni successivi con l'avvento del fascismo si cercò di strumetalizzare il festival musicale con temi che esaltavano i valori morali del regime. Lo scoppio della seconda guerra mondiale determinò la sospensione della festa. (5) Nel secondo dopo guerra scompaiono i carri allegorici e le manifestazioni canore e la festa segna il definitivo declino in quanto i Romani hanno perso lo spirito di un tempo e tutto quello che si tenta di fare sa di artificioso o di strettamente legato a rievocazioni che rimangono confinate ad usanze gastronomiche presenti nei punti di ristoro: un tentativo, per certi versi meritevole, di mantenere ancora viva una antica tradizione di fronte al dilagare dei ristoranti cinesi. I fuochi o le canzoni romanesche durante la festa dei Noantri a Trastevere, o le mangiate di lumache nei ristoranti di Monti hanno più l'aria di un vano e nostalgico revival di episodi confinati all'interno di locali che di una vera e propria festa. Tutto si svolge in una scala minore e consumistica, mentre si assiste alla progressia scomparsa proprio di quei locali che tentano di ricollegarsi a queste tradizioni perchè gradualmente vengono soppiantati da nuovi punti di ristoro a rapida diffusione o di provenienza straniera.

NOTE
(1)F. COARELLI, Roma,Roma-Bari, Laterza, 1980, pp. 209-210
(2)D. PERTICA, Monti: proprio qui la lupa nutrì Roma, in "Roma comune", luglio 1982, p. 50-53
(3) M. IERARDI, Il rione Monti dal 1870 al 1900, tesi di laurea, pp. 9-10; 25-27; 50-51.
(4) A. M. RACHELI; Sintesi delle vicende urbanistiche di Roma dal 1870 al 1911, Roma, Facoltà di Architettura di Roma, 1979, pp. 13-61; I. INSOLERA, Le città nella storia d'Italia. Roma,
Roma-Bari, Laterza, , 1981, passim); I. INSOLERA, Roma Moderna. Un secolo di storia urbanistica 1870-1970, Torino, Einaudi, 1976, p.17-20; 26-35;46-47; 48-49; 58, 78,
(5) M. IERARDI, cit, pp 182-186.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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